Ammortizzatore di sterzo: cos'è e come funziona

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Ammortizzatore di sterzo: cos'è e come funziona
Spesso i motociclisti amano comprendere com'è fatta la propria moto, anche "smanettandoci" per personalizzarla. Oggi vi parleremo dell'ammortizzatore di sterzo!

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L'ammortizzatore di sterzo - o freno di sterzo - è un dispositivo il cui compito è smorzare la rotazione del manubrio di una moto (o del volante di un autoveicolo). Il suo uso principale è sulle moto, tuttavia viene spesso applicato anche ad auto e bici.

Descrizione e funzione

Si tratta di un ammortizzatore basato sui liquidi, collegato solidalmente al telaio da una parte e a un organo dello sterzo dall'altra.

Il suo compito precipuo è ridurre la trasmissione di forze dalla ruota al manubrio: forze laterali che imprimono una rotazione della ruota e del relativo manubrio, che altrimenti impatterebbero sulle braccia del pilota - stressandole troppo - inducendo addirittura un effetto wobble.

L'ammortizzatore, invece, riduce lo sbacchettamento, reazione del mezzo spesso violenta e pericolosa, in quanto può portare a cadute rovinose.

Di contro, l'ammortizzatore, rischia di irrigidire eccessivamente lo sterzo, divenendo sconveniente in caso di curve in successione; a tal pro, è possibile regolarlo o - per qulli a taratura fissa - sipuò osservare uno smorzamento comunque ridotto.


Tipologia

Ve ne sono di vari tipi:

  • olio viscoso: l'azionamento agisce sul pompante che sposta l'olio viscoso da un lato all'altro dell'ammortizzatore attraverso un passaggio calibrato.
  • Fluido Magneto-Reologico (MR): la rotazione tra i due elementi (fisso e rotorico) muniti di alette (che fungono da estensioni polari) viene regolato da questo fluido che varia la sua resistenza tramite un campo magnetico, che può essere regolato e attivato in base alle varie situazioni e condizioni.

Funzionamento

  • Meccanico: basato sulle dimensioni fisiche e sulle caratteristiche dell'olio viscoso:
    • fisso: gli elementi non sono regolabili
    • regolabile: elementi con possibilità di regolazione e quindi con intervento dell'ammortizzatore adattabile in base alle situazioni
  • Elettronico: il funzionamento è subordinato a una centralina di controllo regolante l'intervento dell'ammortizzatore (che può funzionare sia con il metodo dell'olio viscoso che su FMR) a seconda che l'intervento della centralina agisca sui registi ovvero sul liquidi stesso.

Caratteristiche

Gli ammortizzatori moderni possono essere di due tipi:

  • Lineari: formati da una coppia cilindrica. La resistenza offerta varia con il variare dell'angolo di sterzata e con la velocità di rotazione. Ciò accade poiché l'azione di allungamento non è costante con l'aumento dei gradi di rotazione, dando un minor allungamento ai massimi gradi di rotazione, eccezion fatta per il posizionamento frontale dell'ammortizzatore (come nel caso del HPSD dell'Honda), caso in cui si verifica l'opposto.
  • Angolari o rotativi: costituiti da due elementi (uno vincolato al telaio che ruota sull'asse della forcella; l'altro vincolato al manubrio o alla piastra superiore delle forcelle). Permettono un'azione ammortizzante costante a ogni angolo di sterzata e quindi in funzione della sola velocità di rotazione.

Sulle motociclette, gli ammortizzatori di sterzo possono essere disposti:

  • Lateralmente: un'estremità al telaio e l'altra allo stelo o al fodero della forcella
  • Centralmente: un'estremità è collegata alla piastra della forcella e l'altra al telaio. Generalmente per il corretto fissaggio vengono utilizzati dei piccoli braccetti. Questi ammortizzatori possono essere montati "a vista" o al di sotto delle piastre forcella.
  • Frontalmente: in realtà questa collocazione è rara. L'"ammo" è disposto anteriormente, collegando cannotto e piastra inferiore dello sterzo. (Questa soluzione può vedersi già dal 2008 con l'HPSD (Honda Progressive Steering Damper) utilizzato sui modelli da cross Honda CRF 450 e CRF 250.

Regolazioni

Alcuni ammortizzatori possono consentire la regolazione del freno offerto a contrasto della rotazione dello sterzo. Possono essere disponibili anche regolazioni per il circuito dell'"alta velocità", che si aziona nelle rotazioni più violente.

Alcuni modelli consentono pure di stabilire il "fine corsa" dello sterzo rispetto alla posizione centrale o di "disinserire" il dispositivo in modo da utilizzare il volante in maniera libera.

PS: gli ammortizzatori a controllo elettronico vengono automaticamente regolati da una centralina elettronica come l'HESD (Honda Electronic Steering Damper) applicato per la prima volta nel 2004.

 

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