Casco da moto: quale scegliere

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Casco da moto: quale scegliere
Casco da moto. Come sceglierlo, quali accortezze avere e quali dettagli verificare.

Per vedere anche gli altri nostri articoli raccolti e in ordine vai a: Le Guide del Giovedì

La scorsa settimana abbiamo parlato del fluido dei freni e come sceglierlo, clicca qui se ti interessa!

 

Il casco da moto è, sicuramente, il primo accessorio da acquistare.

Non solo perché obbligatorio per legge ma anche perché, in caso di sfortuna, la testa è una parte del corpo troppo esposta per non essere protetta adeguatamente.

 

Che sia on-line o presso un negozio fisico, poco importa. L'importante è non lasciarsi risucchiare nel mare magnum delle informazioni, cercando le più accurate.

Anche perché districarsi tra dimensioni, forme, materiali, tipologie di costruzione, taglie... non è sempre semplice.

 

L'utilizzo

La prima cosa da fare è capire l'utilizzo che si vorrà fare del casco.

 

Per i pistaioli, ovviamente, si escludono già i modelli jet o modulari, che non vengono accettati - giustamente! - nei circuiti.

 

Il casco, per entrare in circuito, deve essere "chiuso", tuttavia il modulare utilizzato con la mentoniera abbassata non è ammesso.

Per un uso racing, le direttive sono precise e inequivocabili.

 

Anche i caschi integrali, in realtà, hanno diverse caratteristiche che li rendono "adatti" a un uso turistico - visierini parasole, per esempio, predisposizione per l'interfono - ma nemmeno queste sono da considerarsi per correre.

 

Il casco integrale deve essere essenzialmente sicuro, non accessoriato. 

 

Come è fatto il casco: la calotta

I caschi vengono realizzati con una calotta esterna e una calotta interna, in polistirolo.

 

La realizzazione può essere in unica misura o in misura doppia:

  • nel primo caso, si parte da uno stampo unico, di una misura.
    Le taglie vengono poi realizzate mediante aumento o diminuzione dello spessore dell'imbottitura interna;
    La calotta esterna sarà quindi di un solo tipo per tutte le taglie, e la calotta interna di polistirolo sarà più o meno spessa a seconda della taglia di casco che si ha in mano (S, M, L, XL etc.)

  • nel secondo caso gli stampi sono due: uno per le taglie piccole e uno per quelle grandi.
    La calotta esterna avrà quindi due dimensioni diverse (per esempio una per le taglie S e M e uno per le taglie L e XL).
    La calotta interna, come nel caso di prima, varierà. Tuttavia, potrà variare di meno in spessore: questo assicura miglior fit sulla testa e ottimizzazione di peso e dimensioni

 

Un maggior numero di "misure" di calotte esterne si traduce in maggior compattezza, ergonomia e volume.

 

I maggiori produttori sono molto attenti nell'offerta di prodotti con una buona proporzione tra volume e taglia del biker, senza che questo alteri il livello di protezione e di sicurezza del casco.

 

I materiali

Il materiale del casco è spesso argomento molto discusso tra i motociclisti. 

Sicuramente il materiale della calotta esterna influisce sulla scelta del casco e sulla sua comodità.

 

I materiali più frequentemente utilizzati sono:

  • carbonio
  • fibra di vetro (composite)
  • policarbonato\termoplastica

 

Se il casco rispetta gli standard di protezione dettati dalla legge (CE, DOT e simili) tutti e tre sono molto sicuri per l'utilizzo in strada e resistenti.

I caschi fatti bene - di qualsiasi di questi materiali - assicurano un buon assorbimento degli urti: la qualità del prodotto deriva non solo da un suo elemento, ma dalla combinazione delle diverse caratteristiche che lo compongono.

 

Sicuramente una differenza sostanziale, che appare facilmente riscontrabile, sta nel peso. Tanto più un casco è leggero, tanto più sara confortevole.

 

Il carbonio è il materiale più nobile e leggero, di conseguenza anche il più costoso.

Durante lo stampaggio viene legato a fibre aramidiche, che sono molto leggere, elastiche e resistenti, 

Questo assicura il massimo risultato sia in termini di peso che di resistenza agli urti e scivolamenti.

 

Anche la fibra di vetro è molto leggera e resistente.

Si può utilizzare da sola (e si parla di monocomposito) oppure può essere unita a carbonio o a fibre aramidiche.

In questi casi ci si riferisce a caschi in fibre bi/tri composite, in base al numero di materiali usati.

 

I tipi di chiusura

Altro elemento cui prestare attenzione è il sistema di ritenzione: la chiusura del sottogola, altresì detto cinturino.

 

Questo si compone di due nastri che sporgono dal casco. Alle estremità di ognuno si applica un sistema di chiusura manuale.

I "cinturini" sono di due tipi:

  • con fibbia micrometrica
  • con chiusura a doppia D

 

Chiusura micrometrica

Definita anche chiusura "a sgancio rapido" è il sistema di ritenzione più diffuso.

È quindi sicuro nonché di facile utilizzo e consiste nell’inserire una linguetta di plastica dotata di tacche all’interno del meccanismo di chiusura.

 

Nonostante questo sistema di ritenzione sia meno efficace di quello a doppia D, questi caschi sono comunque ammessi durante le prove libere della grande maggior parte degli autodromi.

 

Proprio tali tacche permettono di regolare la lunghezza del cinturino con facilità e lo si può sganciare rapidamente con una sola mano, rendendo l'azione estremamente comoda magari per delle brevi tappe.

 

Chiusura doppia D

La chiusura a doppia D è detta anche chiusura a doppio anello.

È il sistema di ritenzione di maggior qualità e sicurezza, tant'è che è quello da utilizzarsi in circuito e che viene spesso prediletta anche durante i viaggi a medio-lungo raggio.

 

In questo caso, una cinghia viene inserita nei due anelli per poi farla ripassare solo in uno dei essi, stringendo a dovere. L'azione è leggermente meno veloce, ma sicuramente più efficace della precedente.

 

 

La visiera

L'avete ormai capito: in questo articolo si parla di caschi integrali e, per comodità, stiamo tralasciando volutamente tutte le altre tipologie di caschi, che tratteremo presto in una Guida del Giovedì.

 

Le visiere sono diverse per forma e per colore: non esistono soltanto quelle classiche, ma spesso vengono trattate assumendo toni cangianti\scuri o a specchio per riparare gli occhi dal sole e dai riflessi e sì, perchè no, un look accattivante e per oscurare il volto del pilota.

 

Pinlock e tear-off

Spesso le visiere hanno una particolare predisposizione per l'inserimento del pinlock: un'utilissima lente antiappannante che si applica sull'interno della visiera e che - quando non inclusa nell'acquisto - può essere reperita separatamente.

 

Spesso infatti la visiera si appanna a causa dell'azione congiunta degli agenti atmosferici e del tuo fiato, particolarmente con freddo e pioggia.

 

Evitare l'effetto "condensa" rende più sicura la guida della moto, liberando il campo visivo - esattamente come avviene per il parabrezza di un'auto -.

 

Il tear-off, invece, è uno strato di tante pellicole - come un adesivo trasparente - posto sulla superficie esterna della visiera.

Serve fondamentalmente la liberarsi velocemente di tutto lo sporco (soprattutto i moscerini spiaccicati) presente sulla visiera ed assicurare così che il campo visivo sia perfettamente libero.

 

Come suggerisce il nome, il tear-off si attacca all'esterno e ogni pellicola può essere tolta "al volo".

Lo vedete spesso fare ai piloti prima e durante una gara.

 

Vuoi i nostri consigli per pulire al meglio la visiera del tuo casco senza comprare i tear-off?

Ecco qui la nostra Guida al riguardo!

 

L'imbottitura interna

Last but not least: l'imbottitura.

 

Sebbene nella scelta basata sulla sicurezza questa possa non risultare prioritaria (la maggior parte dei caschi ha lo stesso materiale per molta dell'imbottitura interna), è comunque importante che il casco calzi comodamente e, soprattutto, che non si muova troppo in caso di impatto!

 

Queste sono, infatti, le funzioni che l'imbottitura del casco assolve.

Ricorda che una leggera pressione o un fastidio, benché minimo, alla lunga possono influire sulla comodità e sull'agio alla guida il che, a cascata, inciderà anche sulla sicurezza stessa.

 

Gli interni vengono realizzati in diversi tessuti o spugne: le aziende generalmente ricorrono a materiali anallergici, antibatterici e traspiranti.

Inoltre questi possono essere

  • totalmente removibili (cuffia e guance)
  • parzialmente removibili (guanciotte)
  • non removibili.

 

I primi due sono, ovviamente, i più semplici da pulire e igienizzare!

Ricorda che maggiore è la cura e la pulizia del casco, maggiore è la sua durata.

 

Gli interni semi-removibili presentano un ulteriore vantaggio: la facilità di sostituzione in caso di usura.

Essendo interscambiabili, si potranno eliminare i vecchi senza esitazione. Un'imbottitura nuova, inoltre, garantisce anche una maggiore presa e stabilità.

 

Consiglio finale: se quando compri un casco sei indeciso su due taglie, è meglio quella un po' più stretta perchè gli interni con il tempo cederanno leggermente, adeguandosi al tuo volto e rendendo il casco comodo e stabile!

 

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